Ogni volta che compriamo un vestito cerchiamo l’etichetta per vedere come è possibile lavarlo. Il corretto ciclo in lavatrice è sempre arduo da scegliere, ormai molti indumenti consigliano il lavaggio a 30° senza centrifuga per la salvaguardia del capo; ma urge saperne di più.

La conoscenza delle fibre tessili e quindi delle composizioni dei vestiti è un valido aiuto per poterli conservare nel migliore dei modi, per cui è importante sapere come muoversi in autonomia.

Simboli lavaggio etichetta abbigliamento Lavaggio dei tessuti: istruzioni per luso!

Per i vestiti in poliestere e in tutte le fibre acriliche il lavaggio è molto facile in quanto sopportano meglio l’azione centrifuga della lavatrice, solitamente non sgualciscono e non perdono colore. Sulle fibre naturali invece bisogna porre più attenzione.

 Lavaggio dei tessuti: istruzioni per luso!

Quando si parla di cotone e lino, ad esempio, è utile sapere che la fibra potrebbe restringere dopo il primo lavaggio. Quante volte sarà capitato che una tenda di lino si accorci, apparentemente inspiegabilmente, dopo averla lavata? Il motivo è che la fibra naturale si accorcia a contatto con acqua molto calda, e per questo è importante lavare il tessuto prima di cucirlo. Un accurato lavaggio consente infatti di avere le reali dimensioni finali del pezzo di tessuto così da sapere quale sia la lunghezza sulla quale poter lavorare. Una volta effettuato il primo lavaggio la fibra non dovrebbe stringersi ancora.

Alcune ditte di confezione non effettuano il finissaggio del tessuto prima di lavorarlo, ed è così che la lunghezza di un pantalone nuovo non corrisponde alla lunghezza dello stesso una volta lavato, e ci si potrebbe ritrovare con un orlo a metà polpaccio invece che alla caviglia, com’era invece al momento dell’acquisto.

Fibre come la pura seta sono ancora più delicate: il lavaggio usuale della seta è in lavanderia a secco. Una camicia in seta tende a rovinarsi in lavatrice proprio perché il filato non sopporta l’acqua calda, per cui è consigliabile portare il capo in lavanderia per ottenere una maggior durata nel tempo. L’opzione del lavaggio in casa è fattibile solo se in acqua fredda e a mano. La stessa procedura vale per i maglioni in pura lana, a patto che non si abbia una lavatrice con programma lana/delicati, che lava a freddo e senza centrifuga. Lana vergine, vigogna, cachemire, sono tutte fibre nobili e pertanto necessitano di un trattamento di riguardo. Il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un lavasecco specializzato, proprio come facevano i nostri nonni che hanno ancora nei loro armadi completi di tutto rispetto e ben mantenuti nonostante gli anni trascorsi dal loro acquisto o dalla loro realizzazione sartoriale.

Per queste due fibre (lana e seta) l’utilizzo dell’asciugatrice è proibito.

Un altro aspetto della corretta conservazione dei vestiti riguarda la preservazione del colore. Capita che i colori in lavatrice perdano di brillantezza o addirittura si mischino l’uno all’altro, il bianco ingrigisca e il nero sbiadisca. La prima cosa da fare è non mischiare i capi di differente colore nel cestello. La seconda cosa da fare è lavare l’indumento nuovo in un ciclo da solo, almeno per il primo lavaggio, in modo che scarichi il colore in eccesso senza contagiarne altri.

Nel caso in cui si acquisti un taglio di tessuto colorato con l’intento di realizzarci un abito, è bene bagnare il tessuto in acqua tiepida e aggiungere in due litri d’acqua mezzo bicchiere di aceto bianco. L’aceto, oltre ad avere miracolose proprietà detergenti, è noto per funzionare come fissativo del colore e si usa proprio per evitare quelle noiose situazioni in cui le macchie di colore rendono inutilizzabile un vestito. Attenzione particolare deve essere data ai capi black&white: il nero è un non-colore molto forte che tende a rilasciare tinta anche dopo vari lavaggi, mentre il bianco è un non-colore debole che tende a subire l’effetto delle altre tonalità. È facile che una stampa in bianco e nero diventi grigia, ed è possibile evitarlo con un prolungato utilizzo di aceto bianco, oppure con un lavaggio a secco sin dalla prima volta.

Gli indumenti in fibra mista/viscosa non necessitano di particolari attenzioni ma sono soggetti al fattore colore come le fibre precedentemente trattate.

Come si leggono i simboli di etichettatura di lavaggio? Solitamente all’interno dell’indumento c’è un’etichetta con le indicazioni, ma vanno interpretate.

 Lavaggio dei tessuti: istruzioni per luso!

Ad esempio, la giacca in foto presenta una vaschetta con una croce, un triangolo con una croce, un ferro da stiro e un cerchio. La vaschetta identifica il lavaggio, che in questo caso non è possibile effettuare in lavatrice ma solo a secco. Il simbolo del lavaggio a secco è infatti il cerchio e la lettera interna identifica il tipo di prodotto che è possibile utilizzare. Il triangolo identifica il candeggio, che in questo caso è vietato; mentre i due pallini all’interno del ferro da stiro la temperatura massima consentita per stirare.

Nei casi in cui non è presente l’etichetta, ovvero quando si acquista un tessuto a metraggio libero, bisogna seguire le indicazioni dettate dal venditore, che conoscendo la fibra sa cosa è bene consigliare.

È bene ricordare che l’ultimo finissaggio del tessuto spetta a noi, siamo noi a doverci impegnare per preservare la fibra nel tempo rispettando così l’indumento che indossiamo e anche l’ambiente che ci circonda.

M.M.

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